in tempo di crisi regaliamo sorrisi, non costano nulla ma fanno felici... io ne ho tanti per tutti quelli che passano di qua ;-)
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venerdì 28 aprile 2023

FAVOLA MEMORY BARATTOLO

Stanno per iniziare le vacanze estive e i tre cuginetti Simo, Gagà e Meli non vedono l'ora di trascorrerne insieme una buona parte con i nonni che abitano in una casa in montagna circondata da un grande prato al cui centro c'è un enorme albero su cui il nonno ha costruito una casetta tutta per loro.

Quest'anno i rispettivi genitori si erano riuniti per decidere se mandare contemporanea tutti e tre i bambini dai nonni pensando che, essendo ancora piccoli, l'impegno potrebbe essere poi troppo gravoso per loro ormai avanti con gli anni.

I nonni avevano garantito che non ci sarebbero problemi, anzi aspettano con impazienza di vedere riuniti questi nipotini che durante l'anno scolastico, abitando lontani tra di loro, non solo non riuscivano a vedere sovente i nonni ma neanche possono frequentarsi reciprocamente.

I genitori avevano ceduto volentieri anche perché lassù non ci sono pericoli, al massimo avrebbero potuto sbucciarsi le ginocchia e loro, lavorando tutti non potevano permettersi un periodo di vacanze lunghe come quelle dei figli.

Quando, iniziate le vacanze, i genitori telefonano ai nonni per avere notizie si stupiscono sentendo che i piccoli hanno completamente abbandonato gli inseparabili tablet e neanche chiedono di guardare la TV perché, scorrazzando tutto il giorno sul prato, alla sera rientrano stanchi, riescono a malapena farsi il bagno e mangiare cena che poi crollano addormentati.

Oggi i nonni, stando sulla soglia di casa, ascoltano felici le allegre risate che giungono dalla casetta sull'albero.

Inaspettato in lontananza si sente un forte boato di tuono ed il cielo inizia a scurirsi.

Mentre la nonna rientra svelta a chiudere tutte le finestre il nonno si precipita a richiamare i nipotini prima dell'arrivo dell'acquazzone.

Questi iniziano a protestare dicendo che la casetta li terrebbe al riparo dalla pioggia, anzi sarebbe un'esperienza che non hanno ancora mai fatto.

Il nonno li convince spiegando che, quando c'è un temporale, sostare su di un albero in mezzo al prato è molto pericoloso poiché questo potrebbe attirare i fulmini.

Sono appena rientrati tutti in casa che l'acqua inizia a venire giù a catinelle, il cielo diventa completamente buio illuminato solo dai primi fulmini.

I cuginetti li ammirano con i nasini appiccicati ai vetri contando, come ha suggerito il nonno, il tempo che passa dal rumore del tuono al saettare dei lampi.

All'improvviso si spegne la luce elettrica e tutto precipita nel buio!

"Sono cose che possono succedere in montagna" dice tranquillamente il nonno mentre accende la grande torcia e la mette al centro del tavolo e la nonna, per distrarli, distribuisce ad ognuno uno yogurt... la loro merenda preferita! 

Come passare adesso il tempo senza TV, con i vari tablet rimasti inutilizzati per tanti giorni ma adesso scarichi?

La nonna li osserva farsi pensierosi e le scaturisce un'idea. Lava i vasetti dello yogurt che hanno appena mangiato, va a recuperarne altri tra il mucchio delle sue cose riciclose poi tira fuori la scatola dei pennarelli speciali, quelli che scrivono anche sulla plastica.

Mentre i piccoli ed il nonno si scambiano occhiate interrogative lei distribuisce ad ognuno due vasetti dicendo di disegnarne sul fondo una figura a loro piacere uguale su entrambi.

In un baleno, dal riciclo dei vasetti dello yogurt, nasce un simpatico gioco che i bambini chiamano subito Memory barattolo e tutti insieme iniziano a giocare spensierati dimenticando il temporale che imperversa fuori.




giovedì 9 febbraio 2023

ECOLOGIA: le ranocchie e la farfalla




In un grande stagno, circondato da un enorme prato sempre fiorito vivevano Cra e Nana, due dolci ranocchie che trascorrevano felici le loro giornate saltellando tra i fiori e tuffandosi nell'acqua dello stagno.

Un triste giorno arrivarono dei giganteschi mostri meccanici che rumorosamente iniziarono a fare dei profondi buchi nel prato.

Nei giorni successivi ci fu un susseguirsi di movimenti di mostri diversi che andavano e venivano portando via terra e scaricando montagne di materiali sconosciuti e... producendo rumori sempre più fastidiosi ed assordanti.

Ormai del bellissimo prato tutto fiorito rimaneva solo più qualche raro ciuffo d'erba.

Un mattino addirittura si ritrovarono dinnanzi una montagna altissima, tutta liscia, che non permetteva più di vedere neanche la linea dell'orizzonte.

Le due rane spaventate e tristi non sapevano più dove nascondersi e, stranamente, l'acqua dello stagno diminuiva a vista d'occhio, come avrebbero fatto a sopravvivere?

Anche tanti altri animaletti, che normalmente abitavano quel luogo, erano già spariti.

Quando ormai avevano perso ogni speranza ecco posarsi su uno dei rari ciuffi d'erba una farfalla variopinta...com'era bella!

Prima, quando il prato era tutto fiorito, ne venivano tantissime e le due ranocchie scambiavano volentieri quattro chiacchere con loro ma adesso erano talmente demoralizzate da non avere neanche più la voglia di parlare.

La farfalla vedendole così abbattute spiegò loro che tutto quel movimento era un cantiere edile e che lì stavano sorgendo delle case.

Consigliò loro di cercarsi una nuova abitazione perché, avendo volando in largo ed in lungo, sapeva che dove sorgevano tante case ben presto tutto il prato e l'acqua dello stagno sarebbero stati ricoperti da uno strato di materiale scuro e solido che gli uomini chiamano strade. Anche per lei era diventato difficile trovare un posto dove riposare durante i suoi lunghi voli, ma di luoghi belli pieni di prati e laghetti ne esistevano ancora tanti sulla collina felice ed indicò loro la strada.

Il mattino successivo le due rane si misero in cammino seguendo le indicazioni della farfalla. Dopo aver saltellato a lungo si ritrovarono in un fosso profondo dove, al riparo dei mostri rumorosi, si erano rifugiate altre rane e creature che una volta popolavano il prato fiorito.

"Chi siete" domandò loro il grande Rospo.

"Siamo due ranocchiette rimaste ormai sole!"

"Dove siete dirette?"

"Stiamo cercando una nuova casa dove poterci sistemare perché, dove abitavamo prima, tutto si sta rapidamente trasformando e per noi non è più possibile vivere lì!"

"Purtroppo gli umani stanno distruggendo il territorio senza rendersi conto che fanno del male anche a loro stessi non solo a noi. Al momento non vi preoccupate..." rispose con la sua voce baritonale il saggio Rospo "adesso vi farò guidare dalle nostre amiche Farfalline che conoscono ancora qualche luogo sicuro" continuò dirigendosi a grandi balzi verso un ponticello.

Lì, al riparo, erano nascoste moltissime farfalle dai colori più svariati... che meraviglia!

Era ormai da diverso tempo che le due ranocchiette non ne vedevano così tante tutte insieme.

Dopo aver confabulato con Rospo alcune di loro le invitarono a seguirle dicendole:

"Seguiteci, il posto adatto per voi non è troppo lontano!"

Saltellando con il naso all'insù per non perderle mai di vista si misero in viaggio.

Attraversarono posti strani che non pensavano neanche potessero esistere e nei quali non avrebbero proprio voluto vivere: non c'erano spazi verdi e neanche qualche piccola pozza d'acqua ma in compenso tanto, troppo rumore.

Perché il loro viaggio fosse più sicuro, seguendo sempre le istruzioni delle loro guide, riposarono di giorno e saltellarono di notte.

Finalmente allo spuntare della terza giornata Cra e Nana raggiunsero un bellissimo prato che costeggiava una grande distesa di acqua.

Le farfalline spiegarono loro che era un lago artificiale costruito dagli uomini per conservare l'acqua quando altrove poteva poi scarseggiare.

I cambiamenti climatici possono anche mettere paura e sembrare difficili da affrontare ma, se si è previdenti e ci si mette buona volontà, si possono affrontare al meglio.


lunedì 2 gennaio 2023

BEFANA favole e audiofavole

 


come tutti gli anni la Befana, quella con la B maiuscola, ha riunito le sue aiutanti prima della partenza verso la Terra dove dovranno riempire le calze che tanti bambini hanno appeso. 

Con la sua voce dolce ma decisa ha esclamato:

"Per mesi ho osservato attentamente ciò che sta succedendo sulla Terra e, dopo essermi arrovellata il cervello per capire quale soluzione trovare, mi sono rivolta ad un artigiano esperto e..."

sbigottite tutte le sue aiutanti hanno esclamato in coro

"e... non tenerci sulle spine, dicci cosa hai escogitato"

"mi sono fatta costruire..." ha continuato la Befana osservando ad una ad una tutte le sue befanine ormai già pronte alla partenza... "un bloccacellulari"

"un bloccacellulari? e cosa è questo aggeggio" ha esclamato la Befanina Inesperta girando gli occhi sgranati verso le sue compagne per vedere se loro avessero capito qualcosa che a lei era sfuggito

"noi ormai abbiamo i sacchi già pieni di ciò che si era deciso di distribuire" ha concluso con un filo di voce".

"Non vi preoccupate questo bloccacellulari è magico e occupa poco spazio"

"Non abbiamo mai messo niente di magico nelle calze ma la cosa ci piace... però a cosa serve?"

"Serve a far nuovamente comunicare tra di loro le persone" ha risposto tutta orgogliosa la Befana.

Un coro di voci ha esclamato:

"Allora deve possedere una magia molto potente perché anche noi, che pure siamo giovani e social, ci siamo rese conto che sulla Terra stanno facendo molta fatica a non utilizzarlo, ormai comunicano solo più con messaggini ed emoticon" 

"Appunto, la mia idea geniale è proprio questo "aggeggio" sul quale tutti appoggeranno i loro cellulari e, per magia, lui li bloccherà per tutta la durata del pranzo o della cena... e vedrete che senza accorgersene gli umani inizieranno nuovamente ad approfittare di quei momenti per parlare tranquillamente tra di loro!"

"Wow,  anche se sei ormai vecchia..." dice arrossendo la Befanina Inesperta "sei decisamente geniale, allora è proprio vero che i vecchi sono saggi!"

"Dai adesso partite o farete tardi ma mi raccomando, in ogni calza mettete uno di questi piccoli e magici "bloccacellulari!"


si saranno avverate le aspettative della Befana?

-> vuoi continuarla tu?

-> vuoi un suggerimento?

-> Questo spazio è per te...


altre favole a tema Befana le poi leggere o ascoltare cliccando 

https://nonnanna-linventafavole.blogspot.com/2019/01/la-befana-e-le-mie-favole-da-leggere-e.html


sabato 17 settembre 2022

L'albero dei sorrisi

 ho letto che il 7 ottobre è la Giornata Mondiale del Sorriso

ho pensato di anticiparla con questa favoletta




Nel Boschetto Felice, quello che si trova in cima alla collina,  ultimamente le cose sono molto cambiate e purtroppo in peggio.

In quello che sino a qualche tempo fa era considerato da tutti un' isola felice, ora regna la più completa discordia, disordine, trascuratezza... ogni minimo pretesto serve a scatenare un litigio tra tutti.

Ma quando è iniziato tutto ciò?

La secolare quercia, l'albero più vecchio del boschetto,  pensa con nostalgia al tempo passato in cui tutti collaboravano felici tra di loro e intorno c'era solo serenità, pace, armonia, bellezza, poesia, musica, incanto...

Quanti bellissimi pic-nic si erano consumati all'ombra delle sue fronde, quanti richiami di voci allegre si sentivano sempre tutt'intorno.

I bimbi felici giocavano a nascondino dietro agli alberi, gli adulti chiacchieravano tranquillamente tra di loro...

Queci, la quercia, ricorda benissimo che gli animaletti allora si aiutavano vicendevolmente ed era normale scambiarsi gentilezze, tutti collaboravano a svolgere i vari lavori per mantenere bello e ordinato il luogo in cui vivevano.

Adesso più nessuno vuole bagnare i fiori che sono ormai tutti rinsecchiti o raccogliere le foglie cadute che si sono radunate in grandi mucchi ai piedi degli alberi.

Due piante ultimamente hanno addirittura deciso di non farsi più ricrescere le foglie perché non vogliono servire da rifugio agli uccellini che, secondo loro, le disturbano cinguettando!!!

Gli scoiattoli ora salgono sui suoi rami sempre litigando fra di loro per riuscire a prendere la ghianda più grande.

Addirittura Tino e Lina, che sino dalla nascita sono sempre stati amici inseparabili e coccoloni, sono arrivati al punto di graffiarsi per prendere la medesima ghianda quando a disposizione ce n'erano tantissime altre.

Queci cerca di fare del suo meglio per farsi spuntare più foglie possibili tanto da creare una bella oasi di frescura ma più nessuno viene a sostare sotto di lei.

Le persone sentono che in quel luogo non c'è più armonia e adesso deviano addirittura dal loro percorso per non inoltrarsi in quei sentieri così trascurati.

Queci, sempre più sconsolata per la situazione, continua ad arrovellarsi per scoprire cosa poter fare perché tutto ritorni come prima quando attorno c'era armonia ed equilibrio.

Una notte che non riesce a prendere sonno si rivolge alla sua vecchia amica Luna la quale le suggerisce di stare tranquilla perché lei è certa che presto tutto si risolverà.

La vecchia quercia non sa proprio cosa abbia in mente Luna e cosa possa riuscire a fare. Vuole avere fiducia, dopotutto Luna è ancora più vecchia di lei e quindi molto più saggia.

Dopo qualche giorno Queci si sente molto strana e, all'improvviso, vede che sui suoi rami le ghiande si stanno trasformando in tanti sorrisi.

I sorrisi sono belli e luminosi ma lei, impotente, vorrebbe fermare questo strano fenomeno.

"Adesso cosa mangeranno gli animaletti..." pensa tutta preoccupata "certamente questi strani sorrisi sono anche belli ma..."

In quel momento lo scoiattolino Tino si arrampica sul suo tronco e  la quercia chiude gli occhi e vorrebbe anche potersi tappare le orecchie perché già si immagina le sue innumerevoli lamentele quando non troverà più il suo cibo preferito.

Invece si sente dire da una voce allegra: "Grazie Queci... oggi sei bellissima!"

Come è possibile, non solo lo scoiattolino non si è lamentato ma l'ha addirittura ringraziata e le ha fatto dei complimenti!

La secolare quercia non ricorda proprio più da quanto tempo qualcuno non lo faceva.

"Questi sorrisi devono  essere proprio magici" pensa tra se Queci mentre con lo sguardo segue un felicissimo Tino scendere a precipizio dal suo tronco.

Tino corre da Lina e le offre il sorriso che ha raccolto.

"Non solo magici  ma anche molto contagiosi"  conclude felice la quercia perché anche sul musetto della scoiattolina, appena tocca ciò che le porge Lino, appare un radioso sorriso...


regaliamo sorrisi a tutti

non costano nulla 

ma possono fare la differenza



mercoledì 20 luglio 2022

UN BRUCO e un ricordo

 Oggi ho visto un bellissimo bruco verde che  stava allegramente 

pasteggiando con le foglie della mia menta


e mi sono ricordata della favola che avevo postato tempo fa

IL BRUCO E L'UCCELLINO

Su un grande albero vicino al ruscello chiacchierino viveva un simpatico bruco verde.

Passava tutto il giorno a mangiare le tenere foglie e, spostandosi con il suo modo buffo, ammirava l'acqua che, saltellando da un sasso all'altro, scorreva sotto di lui.

Sui rami di quell'albero tutti i giorni veniva a riposare un uccellino variopinto ed i due animaletti erano diventati amici inseparabili.

Il bruco aspettava con impazienza l'arrivo del caro amico che gli portava le notizie del mondo lontano.

Aveva così saputo che al di là del ruscello esisteva un grande prato pieno di fiori colorati, che in una casetta tutta rosa viveva una dolce bambina che tutti i giorni metteva delle briciole di pane sul davanzale perché l'uccellino potesse mangiarle...

ogni volta c'era qualche novità interessante.

Come sarebbe stato bello volare lontano come l'uccellino e poter ammirare tante cose così meravigliose!

Purtroppo il bruco doveva accontentarsi di spostarsi sui rami: l'albero era tutto il suo mondo.

Un giorno l'uccellino si posò sul ramo e, muovendo ritmicamente il capino, cercò il suo amico ma...


se volete leggere il seguito cliccate il link

https://nonnanna-linventafavole.blogspot.com/2010/10/il-bruco-e-luccellino.html

venerdì 15 luglio 2022

Fridays For Future - Cip favola sull'inquinamento

 


dal 25 al 29 luglio a Torino si svolgerà il meeting europeo dei Fridays For Future

molti personaggi importanti, tra cui la stessa fondatrice Greta Thunberg, parleranno all'insegna dell'ecosostenibilità e della sensibilizzazione ambientale contro i cambiamenti climatici.

Ognuno di noi, anche con piccoli gesti, può contribuire a migliorare la situazione


ecco una mia favola per spiegare la cosa anche ai bambini

CIP e… l’inquinamento



Cip è un uccellino tutto speciale.. lo aveva detto mamma uccellina appena lui aveva messo il capino fuori dall'uovo.

Sì perché dovete sapere che mamma uccellina stava da giorni covando con tanto amore le sue quattro uova lassù nel nido nascosto tra le foglie del grande albero che c'è proprio in mezzo al parco.

Stando sempre ferma ed accovacciata ad un certo punto si era assopita quando all'improvviso
aveva sentito una vocina dire:

"Cip... sono qui che vorrei uscire, ti sposti per piacere?"

quella vocina arrivava proprio da sotto di lei... ma com'era possibile???

Tutta meravigliata

aveva alzato un'ala per sbirciare tra le uova che stava covando ed aveva visto spuntare da un guscio un capino con due dolci occhietti curiosi che la osservavano con meraviglia.

Era decisamente ancora presto, le uova dovevano dischiudersi solo il giorno dopo...

"Sei proprio un uccellino tutto speciale" le aveva detto

"non lo sai che i tuoi fratellini sono ancora tutti tranquilli nei loro gusci?"

"Scusa ma io ero stanco di stare rannicchiato in quel guscio dove non c'era proprio niente da vedere" le aveva risposto timidamente l'uccellino.

Poiché "Cip" era la prima parola che aveva pronunciato mamma uccellina decise che quello doveva essere il suo nome.

Un giorno, mentre mamma uccellina tornava in volo al nido con la cena per i suoi piccoli, all'improvviso dallo spavento, spalancò il beccò e lasciò cadere al suolo il bel pezzetto di pane che aveva trovato...

un suo uccellino, quello più cicciottello, sporgeva pericolosamente dal bordo del nido.

Iniziò a sbattere sempre più forte le ali cercando di aumentare la sua velocità e sperando di arrivare in tempo prima che il piccolo precipitasse giù al suolo.

Quando si posò sul bordo vide che Cip aveva afferrato con il becco la coda del fratellino e lo stava trattenendo puntellando con tutte le sue forze le zampette sul fondo del nido.

Solo grazie a questo suo gesto coraggioso il piccolo si era potuto salvare!!!

"Sei proprio un uccellino tutto speciale" le aveva allora detto tutta commossa mamma uccellina.

Da quel momento si allontanava più tranquillamente alla ricerca di cibo perché sapeva di avere un valido aiuto all'interno del nido.

Ben presto i piccoli uccellini si ricoprirono di piume e poterono iniziare le lezioni di volo.

Dopo i primi giorni di insegnamento, quando gli altri tre erano ancora titubanti e riuscivano appena a fare dei piccoli voletti da un ramo all'altro, Cip si allontanò dalla vista della mamma.

Lei, tutta impegnata a seguire gli altri uccellini, non si preoccupò anche perché in diverse situazioni Cip aveva dimostrato tutta la sua saggezza e poi...

sapeva quanto fosse curioso il suo uccellino tutto speciale!

Poco dopo infatti lo vide ritornare contento e lui iniziò a raccontare con entusiasmo le belle cose che aveva potuto ammirare volando.

Sentendolo e vedendo quanto fosse felice anche gli altri fratellini si fecero coraggio e iniziarono a seguire con più attenzione i suggerimenti della mamma ed in poco tempo furono in grado di fare voli sempre più lunghi.

Passarono i giorni e Cip iniziò ad allontanarsi sempre di più dal suo nido ed ogni volta, con la sua grande curiosità, scopriva cose meravigliose ed incontrava nuovi personaggi che, contagiati dal suo carattere solare, diventavano subito suoi amici.

Un giorno arrivò in vista di un grande fiume e si posò sul ramo più basso di un albero che sorgeva sulla sponda.

Dalla sua postazione iniziò a guardare a destra ed a sinistra ma proprio non riusciva a vedere dove finisse quella lunga "strada" di acqua.

"Ciao, sono Lino, tu come ti chiami?" si sentì dire da un piccolo pesciolino che, per attirare la sua attenzione, saltellava sull'acqua proprio sotto di lui.

Questo fu l'inizio di una grande amicizia.

Ben presto Cip e Lino scoprirono che, seppur molto diversi, avevano molte cose in comune e la più importante era la grande curiosità per tutto ciò che li circondava.

Ogni mattina, appena sveglio, Cip volava dal suo amico Lino e gli raccontava tutto ciò che aveva scoperto il giorno precedente sulla terra e a sua volta l'amico lo aggiornava su ciò che era successo in acqua.

Un mattino decisero di esplorare contemporaneamente un tratto di sponda del fiume: Cip dall'alto e Lino nuotando sull'acqua.

Scoprirono così un tubo che, sporgendo dal terrapieno, immetteva nel fiume una strana acqua piena di schiuma in cui Lino si divertì a nuotare mentre Cip lo osservava appoggiato ad un ramo.

Il giorno successivo l'uccellino non trovò più Lino al solito appuntamento.

Preoccupato lo stava cercando con lo sguardo quando un' ochetta gli riferì:

"Ieri pomeriggio il tuo amico si è improvvisamente ammalato ed adesso l' anatra Germana si sta occupando di lui".

Cip aveva sentito parlare di Germana, la saggia anatra infermiera, che vive sull'isolotto al centro del fiume e subito volò da lei.

Lì trovò il suo amico che stava boccheggiando tristemente.

Germana gli comunicò che il malessere di Lino era stato provocato dall'inquinamento e lei lo aveva fatto venire vicino all'isolotto dove l'acqua era leggermente più pulita.

"Cos'è questo inquinamento e chi lo fa?" volle sapere Cip.

"Ultimamente l'acqua è sempre più sporca perché molti tubi riversano in questo fiume troppi detersivi che per i pesciolini sono veramente nocivi. Tutti ormai abusano dei detersivi... anche i bambini!" gli rispose Germana.

"Cosa si può fare per ridurre almeno in parte l'inquinamento?" si chiese pensieroso Cip mentre osservava il suo amico Lino che soffriva.

All'improvviso, gli venne un'idea e volò velocemente da Mauro, il simpatico piccolo umano che gli lasciava sempre delle buonissime briciole sul davanzale della finestra.

Il bambino era in bagno che si stava lavando energicamente le mani con una montagna di schiuma.

Cip gli chiese di usare solo una piccola quantità di sapone per lavarsi e precisò:

"Mauro ho scoperto che il sapone inquina tantissimo l'acqua; puoi lavarti bene le mani anche usando poco sapone.

Così inquinerai meno... e i pesciolini non soffriranno più".

L'uccellino continuò dicendo:

"Sei piccolo e puoi fare solo piccole cose ma se lo spieghi anche a tutti i tuoi amici... se loro lo racconteranno ai loro amici... diventerete tantissimi e...

pensa che anche la grande strada d'acqua, quella che voi chiamate fiume e che sembra non finire mai, e' formata da tante piccole goccioline ... quindi...


quali sono i piccoli gesti che fai quotidianamente 

per dare una mano all'ambiente?


lunedì 6 gennaio 2020

nella CALZA della Befana dei doni insoliti
i bloccacellulari



come tutti gli anni la Befana, quella con la B maiuscola ha riunito tutte le sue aiutanti prima della partenza verso la Terra dove riempiranno le calze che in tanti hanno appeso. 
Con la sua voce dolce ma decisa ha esclamato:
"Per mesi ho osservato attentamente ciò che sta succedendo sulla Terra e, dopo essermi arrovellata il cervello per capire quale soluzione trovare, mi sono rivolta ad un artigiano esperto e..."
sbigottite tutte le sue aiutanti hanno esclamato in coro
"e... non tenerci sulle spine, dicci cosa hai escogitato"
"mi sono fatta costruire..." ha continuato la Befana osservando ad una ad una tutte le sue befanine ormai già pronte alla partenza... "un bloccacellulari"
"un bloccacellulari? e cosa è questo aggeggio" ha esclamato la befanina inesperta girando gli occhi sgranati verso le sue compagne per vedere se loro avessero capito qualcosa che a lei era sfuggito
"noi ormai abbiamo i sacchi già pieni di ciò che si era deciso di distribuire" ha concluso con un filo di voce.
"Non vi preoccupate questo bloccacellulari è magico e occupa poco spazio"
"Non abbiamo mai messo niente di magico nelle calze ma la cosa ci piace... però a cosa serve?"
"Serve a far nuovamente comunicare tra di loro le persone" ha risposto tutta orgogliosa la Befana.
Un coro di voci ha esclamato:
"Allora deve possedere una magia molto potente perché anche noi, che pure siamo giovani e social, ci siamo rese conto che sulla Terra stanno facendo molta fatica a farlo di persona... oggi lo si fa solo più con messaggini ed emoticon"
"Appunto, la mia idea geniale è proprio questo "aggeggio" sul quale tutti appoggeranno i loro cellulari e, per magia, lui li bloccherà per tutta la durata del pranzo o cena... e vedrete che senza accorgersene gli umani inizieranno nuovamente ad approfittare di quei momenti per parlare tranquillamente tra di loro!"
"Wow,  anche se sei ormai vecchia..." dice arrossendo la befanina inesperta "sei decisamente geniale, allora è proprio vero che i vecchi sono saggi"
"Dai adesso partite o farete tardi ma mi raccomando, in ogni calza mettete uno di questi piccoli e magici "bloccacellulari!"

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altre favole a tema Befana le poi leggere o ascoltare cliccando qui

domenica 4 novembre 2018

GIOLO e le Luci d'Artista

Nelle vie di Torino si sono accese le Luci d'Artista
ammirandole mi hanno ispirato questa favola



Ciao sono il tratto finale di via Giulia di Barolo.
Oggi sono felicissima ed ho deciso, prendendo spunto dal mio vero nome,
di darmene addirittura uno nuovo: Giolo.
Prima di spiegarvi il motivo della mia grande gioia voglio raccontarvi un
pochino di me.
Tranquilli non partirò da quando questa zona era da bonificare ma diciamo
solo dagli anni ‘80.
Per chi non conosce la zona devo precisare che via Giulia di Barolo inizia
da piazza Vittorio Veneto (in zona centro città) e prosegue dritta (come tutte
le altre vie di Torino) sino a raggiungere corso Regina Margherita (in zona Vanchiglia).
Varcando il porticato della mitica piazza si vede subito, stagliarsi sul fondo,
la bellissima Chiesa neogotica di Santa Giulia, voluta dalla marchesa
Giulia di Barolo da cui io prendo il nome.
In molti ignorano (o meglio ignoravano) che sul retro della Chiesa c’è una
piazza che tutti i giorni, al mattino, ospita un mercato rionale e, oltre,
prosegue ancora la via.
Io sono appunto questo ultimo tratto, un pezzetto di via corto ma da sempre
molto “trafficato”.
Sino a pochi anni fa qui c’erano diversi negozi: gastronomia/salumeria,
barbiere, tintoria, rilegatoria libri antichi, laboratorio e vendita di pellicce e,
proprio all'angolo con corso Regina Margherita, il bar di Zazzo.
Il proprietario lo si vedeva portare il caffè ai vari mercatali perché
in questo tratto continuavano, in doppia fila, le bancherelle del mercato;
poco dopo che questi sbaraccavano anche lui chiudeva il negozio.

Quante discussioni ho sentito in quel periodo tra gli abitanti dei palazzi
e alcuni mercatali perché, con i loro banchi mal posizionati, impedivano
l’ingresso e l’uscita dai propri portoni!

Poi io, come tutta la piazza, siamo stati trasformate in un “isola pedonale”.
Sono stati eliminati i marciapiedi davanti ai caseggiati, hanno lastricato il
pavimento con della bellissime pietre di Luserna e... assegnato lo spazio
ad un’unica fila di bancherelle.
Una meravigliosa trasformazione di cui andavo fiera!

Sfortunatamente la cosa è durata poco… come avete letto prima
c’erano diversi e differenziati negozi.
Di una volta nel mio tratto adesso sono rimasti solo l’ingresso di una scuola
superiore ed il lato di un Ufficio Postale!

Allora direte, a causa della crisi, tutte queste attività hanno chiuso
lasciando tante saracinesche abbassate?
Avete ragione solo in parte perché questo è vero solo al mattino ma,
se venite a trovarmi dopo le cinque del pomeriggio, le troverete
nuovamente tutte alzate e vedrete anche un gran da fare di chi
posiziona tavolini e sedie…
si perché quelle attività, poco alla volta, si sono trasformate in
“locali di somministrazione.
Io che sono un pochino “datata” li chiamerei bar che stanno aperti a oltranza!

A questo punto io dovrei essere felice perché ora tutti sanno della mia
esistenza e per indicarmi dicono che sono nella “zona della movida”.
Adesso non sento più chi chiarisce ad un corriere o ad un amico che
deve venire a trovare qualcuno per la prima volta che il numero 48, 50 o 52
di via Giulia di Barolo è oltre la piazza Santa Giulia.
Ma adesso i residenti di questi condomini hanno nuovamente iniziato a
lamentarsi e non solo perché a sera inoltrata non possono accedere ai
loro passaggi (dei quali pagano anche la tassa come passo carrabile)
perché occupati da gruppi di giovani comodamente seduti a terra mentre
stanno sorseggiando le loro bevande ma ancora di più per gli schiamazzi che
li tengono svegli per la maggior parte delle notti.
Non posso che dar loro ragione per l’inciviltà di certi soggetti... io mi
lamento perché al mattino il mio bel pavimento di pietre di Luserna è
ricoperto di cocci di bottiglia, bicchieri e molte volte addirittura chiazze
di vomito e urina che emanano un odore disgustoso e non vanno più via.

Ma oggi non ci voglio pensare e sono super contenta perché nel mio
tratto hanno appeso delle bellissime luci d’artista che non sono semplici
luminarie ma vere opere d’arte contemporanea le quali hanno sempre
avuto lo scopo di valorizzare nel periodo natalizio uno spazio.
Su di me hanno appeso i bambini volanti di “Ancora una volta” realizzate
dall’artista Valerio Berruti che, dal 31 ottobre al 13 gennaio 2019, con la
loro meravigliosa luce mi trasformeranno in una galleria d’arte en plein air.

Mi sento quindi felicissima e orgogliosa per questa bella miglioria che mi
hanno fatto e sono certa sarà solo l’inizio di una nuova e bella riqualificazione
di quest’area: ecco perché ho voluto addirittura… cambiarmi il nome ;-)

GRAZIE, GRAZIE ed ancora GRAZIE a...


"d"
senza il quale questo blog non sarebbe mai esistito e che tanto pazientemente mi supporta sempre.

Grazie al blog ho scoperto un mondo che non conoscevo e che trovo super splendido!!!
Ho trovato persone meravigliose che mi hanno sempre sostenuta, incoraggiata e consigliata.

Vi abbraccio virtualmente tutte/i ... continuate a seguirmi e...
se lasciate un commento mi farete felice!!!